mercoledì 8 ottobre 2014

Super Smash Bros per 3ds: la grifo(recensio)ne

Penso che non tutti tra voi, avventori del blog, si aspettassero questa recensione. Magari assai pochi si, più probabilmente a nessuno importava. In più, avendo giocato davvero tanto tempo a Fantasy Life (di cui prima o poi parlerò in questi lidi), non ero nemmeno sicuro fosse il caso di scriverla. Però oh, ormai ho iniziato, quindi tanto vale darvi le mie opinioni a breve.
Cercando di essere DAVVERO breve, per una volta.


domenica 28 settembre 2014

Disney Infinity 2: i playset, quali si e quali ni.

Navigando sull'internet mi sono reso conto di una cosa. Nessuno parla dei playset aggiuntivi (diciamo dei DLC) di Disney Infinity 2.0.
Ci sarà un motivo? Forse. Però se siete come me necessitate di leggere opinioni altrui riguardo a cose che vi interessano. Per cui...sono qui per aiutarvi.
I playset di Disney Infinity 2.0

sabato 20 settembre 2014

Disney Infinity 2: la recensione con i Vendicatori uniti

Del primo Disney Infinity, sebbene in un discorso "a caldo", parlai in questo vecchio articolo. Rileggendo le mie considerazioni finale, ci terrei ad aggiungere che si ok, in effetti il gioco era pieno di cose da fare nella scatola dei giochi, ma quelle cose, per me, si sono limitate a "fai tot sfide per prendere il trofeo-prendi i trofei rimanenti e platina il gioco-disinstalla".
Forse a causa della mia mancanza di inventiva, forse a causa di un rooster di personaggi che mi aveva deluso un pochetto (come dissi più volte IRL, si sarebbe potuto chiamare Pixar Infinity che nessuno avrebbe notato la differenza), sta di fatto che al primo gioco non giocai così tanto e lo abbandonai relativamente presto, dicendomi che non avrei comprato l'inevitabile secondo capitolo.
Poi, verso marzo, annunciarono il gioco in questione con un trailer.
Un trailer in cui si vedeva un oggetto rosso sfrecciare attraverso tutti i personaggi del primo Infinity.
Un oggetto rosso che si scopriva poi essere lo scudo di Cap.
Devo aggiungere altro?

venerdì 19 settembre 2014

Tartarughe Ninja (il film): la recensione, più o meno

Mettiamo subito in chiaro una cosa: questo non è un film perfetto. Se vi aspettavate il film perfetto, non andate a vedere le Tartarughe Ninja. Ma proprio state alla larga.
Se, invece, volete un film che intrattiene e con qualche momento assolutamente non male, è il film per voi. Però davvero, evitate il 3d. Questo film non ha bisogno del 3d. Sono soldi tolti ad utilizzi più intelligenti, come le supposte auree.
Detto questo.
Tartarughe Ninja, il nuovo film, il reboot.

lunedì 15 settembre 2014

Shaman King Flowers: un manga appena sbocciato

Salve.
Sessione di esame di settembre finita, estate finita (buon ritorno a scuola a tutti i lettori piccoli piccoli del blog), tutto finito. Almeno, tutto quello che viene in mente a voi.
Cosa ricorderemo di questa estate? La pioggia, i disastri ambientali, le varie battute "DAI TI PREGO INVERNO RIDACCI L'ESTATE XD", la morte di Robin Williams. Tutto molto vero, tutto molto bello (più o meno). Ma, personalmente, io ho passato questa estate ad aspettare due cose.
Disney Infinity 2.0, che esce tra tre giorni (seguito del gioco di cui parlai ormai un anno fa) , e il film delle tartarughe ninja (spiegai tempo fa il mio amore per le quattro simpatiche tartarughe).
Ora tu, lettore del blog, starai pensando "ok, quindi questo articolo parla di questi due argomenti, o di cose collegate, o di Marlon Brando che canta insieme a Renato Pozzetto".
EEEEEEEEEEEEEEEEEEE proprio no. Ma proprio no quanto, in una scala da uno a dieci?
Boh cioè, fai te.
Si parla di Shaman King Flowers.

lunedì 25 agosto 2014

Marvel omnibus: Prezzo alto=Qualità?

Da bravo lettore di fumetti, mi sono trovato davanti a varie edizioni degli stessi. Vari modi di confezionare i prodotti che tanto amo.
Spillati, migliori amici del lettore di fumetti medio, che affollano le edicole.
Brossurati da edicola, spesso contenenti merda venduta sovrapprezzo (tipo tutte le fottute miniserie che la Marvel ci spara di continuo), ma anche contenitore di piccoli gioielli (come la nuova serie a fumetti delle tartarughe ninja).
Brossurati da fumetteria, come i vari 100% Marvel o i 100% RW (che non si chiamano così, ma vabbé) che contengono serie che potrebbero TRANQUILLAMENTE essere contenute in un mensile (vedi: terra due, cappuccio rossio e i fuorilegge e catwoman) e invece no in quanto la RW vuole succhiarci fino all'ultimo centesimo e quindi pacche sulle spalle.
Quelli con rilegatura, copertina rigida e tutti i cazzi e mazzi del mondo, venduti solitamente a un rene e mezzo.
Proprio da questi nasce la mia riflessione odierna.
Mio fratello, ieri, mi ha portato un Marvel Omnibus. Il primo della mia vita.
Questo, per la precisione:

giovedì 21 agosto 2014

Grazie, Robin.

Sono ufficialmente passati dieci giorni da quel momento. Da quando una delle figure di riferimento della mia infanzia, Robin Williams, ha deciso che per lui era probabilmente troppo. Non riesco ancora bene a capacitarmene, nessuno ci riesce. Quando vedevo i suoi film, era come se vedessi mio zio recitare in una fiaba che mi aveva raccontato mille volte. Jumanji, Hook, L'uomo Bicentenario, Mrs. Doubtfire, passando per film come Toys o Flubber: tutte parti della mia vita. I primi due, soprattutto, rientrano pienamente nei film che ho visto più volte nella mia vita. La videocassetta di Jumanji penso di averla consumata, quella di Hook la mettevo nel videoregistratore tutti i giorni e me la guardavo in continuazione. Non so bene cosa dire, ma so che volevo scrivere queste righe da giorni, senza trovare bene un modo per ordinare tutto.
Jumanji. Quel film mi piacque molto già dalla prima volta poiché, oltre al concetto di base che reputo tuttora interessantissimo, Williams riusciva a interpretare un ragazzino di quattordici anni dentro al corpo di un quarantenne (più o meno, non ricordo quanti anni avesse ai tempi) facendolo sembrare realistico e assolutamente naturale. In più, come diceva il signor Parrish, "un avversario prima o poi va affrontato". Robin, in effetti, penso lo abbia affrontato. Perdendo. Forse non si sentiva abbastanza forte, forse pensava non ci fosse via di uscita, forse voleva andarsene prima di essere visto solo come un povero invalido. Non lo so. Non sono mai entrato nella sua testa e, anche potendo, ormai è tardi.
Hook, capitan Uncino. Ancora oggi uno dei miei film preferiti. Non è un film perfetto, assolutamente, e ha dei momenti un po' buttati li (la morte di Rufio in primis. Povero Rufio), ma ha calato Robin nei panni del bambino che non voleva crescere mai e lui ci si è adattato come se fosse nato per farlo. Non nascondo che, ancora oggi, ogni volta che vedo la prima scena di volo mi commuovo discretamente. Uno di quel film che ti rimane dentro, che ci rimane dentro a tutti noi, bambini in quegli anni.
Bambini cresciuti vedendo il suo sorriso gentile, abituati a vederlo in qualche film all'anno, bambini che riguardano i suoi vecchi classici e si emozionano ancora. Bambini che hanno avuto la fortuna di vivere negli stessi anni di un grande, grande attore.
È stato un gran bel gioco, Robin.
Bangerang.